Inserito da: Alone in the Dark | agosto 29, 2006

Ricordarsi di accendere il cervello, alla mattina.

La provincia di Chieti è presieduta dal senatore Tommaso Coletti, eletto nelle fila della coalizione Margherita-Dl-Unione.

Nei giorni scorsi la Provincia di Chieti ha pubblicato inserzioni e depliant informativi per incentivare l’utilizzo dei centi per l’impiego, destinati a favorire chi cerca lavoro. Depliant e inserzioni si aprono con la seguente frase, virgolettata e firmata dal suddetto Coletti:

“Il lavoro rende liberi. Non ricordo dove lessi questa frase, ma fu una di quelle citazioni che ti fulminano all’istante“.

Presidente, se permette, le ricordo io dove l’ha letta: era in lingua tedesca, era scritta “Arbeit macht frei”, e campeggiava (e campeggia tutt’ora) all’ingresso del campo di sterminio nazista di Auschwitz. Secondo gli storici, serviva a illudere i prigionieri al momento del loro arrivo al campo: lavorando, un giorno sarebbero stati liberi.

Ci sarebbe già da complimentarsi con lei per la pessima scelta. Ma la sua motivazione (“Hitler le usava con ironia, il concetto è un’immensa verità, le parole hanno un significato in senso assoluto e non in relazione a chi le adopera”) lascia non perplessi, ma sbigottiti.

Si dimette da solo o aspetta che la sua giunta la sfiduci in maniera palese?


Risposte

  1. Questo Coletti è un grande. Per due motivi. Per la frase, e per il fatto di essere stato eletto.

  2. Ommioddio… mò, da bravo intellettuale cattocomunista quale è, gli trova pure il significato intrinseco.

  3. ouch… che gaffe!

  4. Percaso gli fecero un contratto Co.Co.Co. nella corte di Stalin ?
    Dopo la passeggiata a Beirut…i conti tornano.


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