Novembre 15, 2006...11:34 am
Se fosse un quadro, sarebbe “L’Urlo” di Munch (sequel)
Come molti di voi sapranno, non esiste un solo quadro denominato “L’Urlo”, ma diverse versioni in diversi colori. E allora?
Allora, visto che qualche tempo fa ho scritto un post per descrivere la situazione dell’Italia…
Droga - Livia Turco decide con decreto e con l’appoggio di Clemente Mastella di raddoppiare la quantità di cannabis di libero possesso. Sono contrari tutti, ma proprio tutti, a cominciare da quelle comunità di recupero che, prime fra tutte, conoscono benissimo la realtà della tossicodipendenza. Contrarie le mamme, che vedono aumentare i rischi per i propri figli. Ma lei, Livia Turco, ricorda solo il padre partigiano e la demagogia falciomartellista. Il decreto è firmato, “Così nessun giovane entrerà in galera per uno spinello”. Inutile anche l’intervento del ex ministro Maurizio Gasparri, che in diretta a Sky Tg 24 fa notare che anche con la precedente normativa, il possesso di un solo spinello non costituiva quantità tale da causare l’incarcerazione. Ma Livia tira dritto.
Droga/2 - L’ormai ex disobbediente di strada Caruso, alla notizia del decreto pro-spinelli, annuncia serafico di avere piantato cannabis nelle fioriere di Montecitorio. Reagisce pesantemente il centro destra, chiede un deciso intervento del presidente della Camera, ma Caruso è un pupillo del compagno Fausto, che ovviamente si guarda bene dall’intervenire. E il soggetto napoletano che dovrebbe marcire in galera continua a incassare il suo stipendio da parlamentare, pagato da noi, ovviamente.
Tassa di soggiorno - Il governo decide che chi va in vacanza deve pagare, da due a cinque euro al giorno, in base non al suo reddito ma semplicemente dalla città dove si trova. Reazioni pesanti di opposizione e associazioni degli albergatori, arriva Francesco Rutelli che serafico e saccente afferma: “Che inutile piagnisteo…”. Qualche giorno dopo l’opposizione raggiunge il suo scopo, il governicchio fa retromarcia e la tassa di soggiorno viene abolita. Interviene serafico e saccente Francesco Rutelli che afferma: “Una decisione molto saggia”. In casa Margherita la coerenza con se stessi viene utilizzata in rotolo doppiovelo, in ambienti particolarmente riservati.
Indulto - Il sottosegretario alla giustizia Daniela Melchiorre (la stessa, per chi lo ha dimenticato, che nulla ha fatto per trattenere la piccola ucraina in Italia…) cifre alla mano comunica che grazie all’indulto è uscito di galera il doppio dei detenuti stimati. Dovevano essere 12.700, sono oltre 25.000. Roberto Castelli (Lega) fa 2+2 e ovviamente accusa la maggioranza di avere mentito a tutti, italiani e parlamento. Si spiega, per esempio, il caso-Napoli. Prodi non si fa problemi: non sono dati veri, e comunque il provvedimento è stato votato da maggioranza e opposizione. Non è vero, promessore: Lega e An hanno votato contro l’indulto, e hanno fatto bene. Passa poco tempo, interviene Clemente Mastella: il mio sottosegretario ha sbagliato i conti, ha inserito anche i detenuti usciti per fine pena. Anche il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) rettifica le cifre, ma conferma che sono usciti 5mila detenuti in più rispetto alle stime. Come la mettiamo, promessore?
Tasse - Il promessore si era solennemente impegnato a non aumentare le tasse, anzi a ridurle. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Ho fatto un po’ di calcoli. Il prossimo anno dovrei pagare circa 100 euro in meno di tasse e ricevere ben 84 euro (annui) di succosissimi assegni familiari (un mese di mia figlia all’asilo nido cosa 232 euro…) . Però, grazie a promessore, dovrei pagare 1.300 euro di Ici invece di 340; pagherò 40 euro in più di addizionale comunale Irpef, se il comune di Milano adeguerà l’aliquota (sbloccata dal promessore) dallo 0,5 allo 0,8 per mille; pagherò di più il bollo auto, perché possiedo un diesel Euro 3, nonostante sia costantemente revisionato e perfettamente aderente alle norme sulle emissioni, visto che ogni anno passa il test del bollino blu senza bisogno di interventi del meccanico.
TFR - L’azienda per la quale lavoro ha più di 50 dipendenti, dovrò dire addio al mio Tfr, che finirà in un fondo pensione. Quello che il promessore non dice chiaramente, però, è che il suo governicchio ha aumentato l’imposta sui capital gains dal 12,50 al 20%. In breve: quando andrò a ritirare il mio fondo pensione, alla fine dell’attività lavorativa, gli utili che avrà maturato saranno tassati al 20%, e non al 12,50%. Grazie ai seri al governo, quelli che non dovevano mai e poi mai aumentare le tasse.
Pallaro e Levi Montalcini - “Servono soldi per gli italiani all’estero, altrimenti non voto la Finanziaria”. Pronta cassa 110 milioni di euro, il senatore inverte la marcia e vota. “Servono soldi per la ricerca, altrimenti non la voto”. La signora è anziana, basta farle credere che sono pronti altri soldini, in realtà già stanziati, e la senatrice fa retromarcia e promette il suo voto. Se fossi al Senato, al momento del voto pretenderei che dagli altoparlanti venisse diffusa la romanza “D’ogni suo aver tal femmina…”, da La Traviata di Giuseppe Verdi. Si conclude con Alfredo che getta un sacchetto di denaro ai piedi di Violetta, cantando “Pagata io l’ho”.
Varie ed eventuali - Trenitalia è in crisi, pagheremo di più i biglietti. Se mio padre decide di intestare a me e ai miei fratelli la casa di famiglia, pagheremo una tassa di successione, quella che doveva essere imposta solo sui patrimoni di parecchi, parecchi, parecchi milioni di euro. Riavremo gli incentivi per la rottamazione delle auto, pronti per aiutare la Fiat a vendere, quegli incentivi bloccati dal governo Berlusconi.
Chiudo con Mario Merola - Per anni ci ha piagato i timpani con O Zappatore. Ha cantato (?) la Napoli camorristica, non disdegnava di esibirsi nelle case di noti esponenti della malavita organizzata, gli stessi che erano sempre presenti, in prima fila, ai suoi spettacoli. I suoi funerali sono stati un’indegna gazzarra, il meglio del peggio della tradizione (?) partenopea, urla disperate e malori in chiesa, fuochi artificiali compresi. La morte dovrebbe essere un momento di preghiera, di ricordo, di meditazione, se volete anche di ringraziamento da parte dei familiari per l’amore ricevuto in tanti anni di vita comune. Quanto ho visto ieri ai funerali di Merola, semplicemente, mi ha fatto pena.
Ma spiega tante, tante cose su Napoli e sul perché non uscirà mai dalla fogna nella quale si è ficcata questa città, con tutti i suoi abitanti.
Torno alla Finanziaria. Passerà o non passerà al Senato? Difficile da dire. Dipende, come noto, dai senatori a vita. Saranno tutti presenti, quel giorno, sorretti a braccia se necessario dai provvidenziali esponenti del centro sinistra (già accaduto con Rita Levi Montalcini). Che dire? Siamo in queste mani. Grazie a elettori per i quali Silvio Berlusoni ha trovato, lo scorso aprile, la miglior definizione possibile.
P.S.: nell’ultima versione degli emendamenti del governicchio del promessore, gli stanziamenti per Roma Capitale passano da 150 a 220 milioni di euro. Mi sa che torno a votare Lega.
2 Commenti
Novembre 15, 2006 alle 7:01 pm
ah secco, c’hai fatto ride ! per non piangere…. bel post, bravo - v.
Novembre 23, 2006 alle 6:46 pm
Superlativo sarcasmo!
Dura verità!
Davvero interessante leggerti…
Se permetti torno….
un saluto
Lascia una Risposta